Ieri siamo andati in esplorazione dei libri che ho in casa e ci siamo soffermati su un trattato di botanica sulle rose con delle immagini bellissime. Aperta la copertina sei rimasto ipnotizzato davanti alla tavola di una rosa dipinta a mano, una rosa viva e umida che pareva voler fuoriuscire dalla carta, che trasudava quasi un profumo immaginario, una rosa carminia sovrannaturale. Nessuno di noi ha parlato, solo ci siamo avvicinati come per aspirarne l’odore, per sentire i petali molli sfiorare la pelle.
Non è finita. Aperto il libro ci siamo trasferiti sul letto e a lungo soffermati con le pagine aperte per capire la rosa. Il petalo centrale è uno splendido sedere di donna, sicuramente voluto e non tracciato a caso, con due glutei torniti e spavaldi che si offrono a chi guarda portandolo in tentazione. Questo l’hai capito tu mettendo il libro diritto davanti alla lampada e quando hai deciso di farmene confidenza la tua salvezza era già persa per sempre, lontana mille miglia dal paradiso dei giusti e sempre più vicina all’inferno dei golosi.
