11/02/25

This night, with a heavy heart, I share with you the last post of my beloved blog that has been such an enjoyable experience for many years.
As the saying goes “All good things must come to an end”, letting go something you've strongly loved is a set of conflicting feelings: bittersweet, nostalgic and undeniably painful, especially when it involves various kinds of emotions you've poured your heart and soul into.
It’s time to say goodbye, but I think goodbyes are sad, so I'd rather like to say hello and wish you good luck together with a warm greeting, since your appreciation and your support made my journey really worthwhile till today.

Wherever you are, I hug you one by one very tightly and even if I don’t know when and I don’t know where, I'm sure one day we'll meet again.

With love,
Ima GI

cieloinunastanzetta@gmail.com

10/02/25

“Il cielo in me”

Io non devo scordare
che il cielo
fu in me.
E quando per le strade – avanti
che sia sera –
m’aggiro
ancora voglio
essere una finestra che cammina,
aperta, col suo lembo
di azzurro che la colma.

Antonia Pozzi

cieloinunastanzetta@gmail.com

09/02/25

Vieni, vieni
Ho preparato il letto del mio corpo
Tessuto con i fili di seta degli anni
Le sue lenzuola sono fatte con i capelli delle notti insonni
E le sue braccia sono amanti della libertà.
Ma
Prepara i tuoi occhi affinché io possa vedermi.
Vieni, vieni
Come onde di un mare in tempesta
Su di me arrampicati come edera verde
Come rami di vigna
Forti e teneri.
Ma
Prepara le tue orecchie affinché io possa sentirmi.

“Il tempo dell'amore”,
Maram al-Masri

07/02/25

Lasciati meravigliare
dalla continua fioritura della tua vita,
immersa da serenità e pace.
Tutto ha un opposto:
il buio e la luce,
il dentro e il fuori.
Ma la sua bellezza,
nella parte visibile, è straordinaria:
nel silenzio c'è l'accettazione di ogni nostra parte.

Marisa Storgato

(Alexandr Kostygin photography)

04/02/25

Sì, siediti qui, e con la mente
Intimidita dall’immaginazione,
Invia la fantasia ad un’alta missione.

John Keats

(Eric Vanden photography)
Ti scelgo e riscelgo
a ogni risveglio
ogni passo
ogni respiro
dopo ogni silenzio
attraverso ogni difficoltà
nonostante ogni timore.
Forse perché
siamo tessuti della stessa sostanza
intrisi della stessa nostalgia
nati dallo stesso dolore
bagnati dalla stessa luce
folli della stessa gioia.

Maria Letizia Del Zompo

(Kurt Wolf photography)

01/02/25

Viaggio in te
quando le distanze 
non sono che un piacevole inganno.

Pino Colosimo

31/01/25

Splendido sei, nella parola tua
che annienti, di arcaico suono
di emozione nuova, accostati
con la pelle esposta e
con le mani aperte, gli occhi
nei miei conficcati, fuggi
leggimi. Tienimi a te
come la lama piccola
della luce aliena, donami
una lacrima e una voce sola
salva, per sopravvivere.

Silvia Zironi

(Igor Vorobey photography)

28/01/25

Disarmonia

Inevitabile. Sentirsi fuori tempo, fuori asse, fuori mondo.
Forse è la regola, più sei dentro le cose più ti senti dissonante.
Le cose se potessero ti escluderebbero violente.
Ma insisti e scegli la modalità d’azione allora, la trasversalità,
quella porzione di cielo alla quale appartieni.
E canti la dissonanza, la mancanza, la fame.

L’indice di gradimento non ti importa,
rischiando di rimanere allo specchio,
potentemente sola (per citare la Marion di Wenders):
lo fai, decidi di muoverti nelle retrovie,
di cercare altrove le verità
che in maniera ostinata ti sbattono in pieno viso.
Non ho mai scritto per riempire un foglio,
non ho mai vissuto per riempire un giorno.
Semmai ho tentato, tento di darmi un senso,
di approntare nuove domande, incertezze,
con il bene placido della “stonatura”.

Forse tutto nasce da lontano, su di un pentagramma,
adolescenza, scuola, ritmo… ed un fa diesis.
Esattamente la nota che in sé è sfocata,
ma nel totale è una luce diversa,
forse più nuova, direzionale, fioca, evidente.
Ad oggi mi rendo conto che mi importa, nei dettagli,
cercare il buio.

Come nella “Vocazione di San Matteo” del Caravaggio.
L’Artista lo sottolinea,
ogni vocazione nasce improvvisa ma preceduta dal nero,
in senso umano, e pittorico.
Tutto nasce dal buio,
in principio tutto è oscuro.

Irene Ester Leo

(Chloé McLennan photography)

26/01/25

Un giorno
ti accorgi che lo specchio rotto
non riflette più frammenti di giorni.
Hai  la sensazione
che si stia ricomponendo
il tuo tempo perduto,
istante dopo istante,
fra continuità e rottura.
Ti rivedi: le somigli.
Quella donna nello specchio
sei tu,
ineffabilmente bella,
spiritualmente integra,
fragile,
teneramente impressionabile,
imprigionata 
in un'eterna adolescenza
in un sogno 
che non vuoi raccontare a nessuno.

Pino Colosimo

23/01/25

Verrò quando sarai più triste,
steso all’ombra che sale alla tua stanza,
quando il giorno demente ha perso il suo tripudio
e il sorriso di gioia è ormai bandito
dalla malinconia pungente della notte.

Verrò quando la verità del cuore
dominerà intera, non obliqua,
e il mio influsso su di te stendendosi,
farà acida la pena, freddo il piacere
e la tua anima porterà lontano.

Ascolta, è proprio l’ora,
l’ora tremenda per te:
non senti rullarti nell’anima
uno scroscio di strane emozioni,
messaggere di un comando più austero,
araldi di me?

Emily Bronte

21/01/25

Mi si dissolve il corpo
in sguardi tremuli
che ricadono nell’occhio
e non vedono
che il riverbero convulso della pelle
quando si snuda

lentamente
da ogni buio sgraffio
e veste inerme
il velo lucido fecondo
dell’essere
– me stessa –
fino all'(e)stremo
sul precipizio del Mondo

– oscena – tesa
una vertigine di Luce
accesa
nella carne.

Silvia Rosa

19/01/25

Dietro la vita costumata di ogni giorno c’è uno spiritello senza educazione che fingiamo di non vedere, un'energia che ci anima la carne debellando a scadenze fisse ogni compostezza, anche nei più composti.

“Scherzetto”,
Domenico Starnone

16/01/25

Se il corpo nudo è la realtà, il corpo che si lascia intravedere sotto la trasparenza delle vesti non è abbastanza definito per bloccare l’immaginazione, e non è abbastanza nascosto per non suscitarla. In questo frammezzo tra il visibile e l’invisibile, il desiderio si scopre nelle peripezie che solo il gioco ambiguo della presenza e dell’assenza inaugura come desiderio dell’oltrepassare: il desiderio infatti non sa cosa vuole, e trova insopportabile ogni gesto della ripetizione con cui la realtà conferma se stessa, e perciò si trova in ogni inciampo, in ogni atto mancato, in ogni fessura della realtà. Irreale è la situazione che, per concessione della trasparenza, scruta e fruga il corpo dell’altro come se volesse scoprire qualcosa che va al di là della sua anatomia, qualcosa che assomiglia al gioco dei bambini che smontano l’orologio per scoprire che cos'è il tempo.

“Le cose dell’amore”,
Umberto Galimberti

Horst P. Horst photography,
“Round the Clock”, New York (1987)

14/01/25

Io non mi sono mosso, ho raccattato
ogni momento amato e poi la rabbia
che segue al tonfo, al crollo ed alla resa.
Tutto ho salvato, persino i materiali
che non aveva senso sistemare
negli angoli, a sostegno di pareti
per stanze ch’era meglio non aprire.

Tutto mi dice che tu ci sei stata
in un momento in cui non c’ero io
ed è per poco che non ti ho incrociata.
Come nel nostro amore, insomma,
vedi io c’ero, ci son stato, ora ci sono.
Sei tu che sei mancata e ancora manchi.

Giovanni Petta

(Manolo Singian photography)

11/01/25

Uno sguardo, un pensiero,
un sospiro, un gesto,
messi uno accanto all'altro,
uno dopo l'altro
come i granelli di un rosario.
Misteri gaudiosi.
Misteri dolorosi.

Un rosario di misteri
è il Mistero della Vita,
fatta dal susseguirsi incessante
di sguardi, di pensieri,
di sospiri, di gesti.
E nulla più che resti.

Ima GI

(Adolfo Valente photography)

09/01/25

Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita.

William Shakespeare,
da La tempesta

(Neave Bozorgi photography)

07/01/25

Forse il segreto del suo mondo era che lei sapeva come aprirsi a qualcuno, sapeva assumersi delle responsabilità, che non la spaventava vivere alla ricerca.
Più di altro mi affascinavano in lei il sacrificio che si imponeva per cercare qualcosa e la capacità che conservava, nella grazia del suo mondo, di restare intatta.
Forse il segreto del suo mondo era che lei non aveva paura di camminare per strade che non conosceva, che amava la diversità allo stesso modo in cui io amo i codici omologati e la rassicurante carezza del sempre uguale. Lei non ha bisogno di essere protetta più di quanto ne abbia io.

“Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra”,
Claudia Durastanti

05/01/25

Ella appariva, così, la donna di delizia,
il forte e delicato strumento di piacere,
l'animale voluttuario e magnifico
destinato a illustrare una mensa,
a rallegrare un letto,
a suscitare le fantasie ambigue d'una lussuria estetica.
Ella così appariva nello splendore massimo della sua animalità:
lieta, irrequieta, pieghevole, morbida, crudele.

Gabriele D'Annunzio

02/01/25

Mi ritraggo come dal fuoco, mentre una spinta segreta mi spinge di nuovo avanti ed una vertigine prende tutti i miei sensi, ma la sua innocenza, la sua anima pura le impediscono di comprendere come queste piccole familiarità mi turbino [...]. Simile ad una lanterna magica senza luce, appena si mette una piccola lampada, ecco le immagini più varie appaiono sulla parete bianca. E nonostante siano fantasmi fuggenti, essi ci rendono ugualmente felici, quando sosteniamo davanti ad esse, simili ad innocenti fanciulli, estasiati dalle meravigliose apparizioni.

Johann Wolfgang Goethe,
“I dolori del giovane Werther”