18/03/18

"E non darti pena, sai, per me
Mentre il fiato si faceva fumo
Mi sembrava di crollare piano piano
E tu piano piano andavi via...

E chissà se prima o poi
Se tu avrai compreso mai
Se ti sei voltata indietro
E chissà se prima o poi
Se ogni tanto penserai
Che son solo..."

cieloinunastanzetta@gmail.com
"Molti sazierebbero il tuo corpo:
io vorrei nutrirti il cuore."

Maurizio Romanelli

cieloinunastanzetta@gmail.com
"Devo solo dimenticare il prima: devo fingere di non venire da nessun posto, di essere nuda di esperienze, nuda di altri uomini in attesa, nuda di contesti, di lavoro, di pretesti, di scoperti in banca, di una lingua precisa, nuda, come sono nuda nel corpo, solo questo. Il mio corpo che rinasce sotto le tue mani pazienti, rinascita reale, mi impasti, sei come Dio con la sabbia, con la costola di Adamo, con il mondo da progettare..."

Francesca Mazzucato

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"Vuoi mettere
una domenica mattina senza postumi
e anche sotto il temporale
viverci la città?
Rintanarci in un museo
e fare l’amore
– surrealismo orgasmico
a tinte forti –
e il pomeriggio
continuare a fare l’amore
fino a perderne il conto.
(...)
Vuoi mettere
una domenica senza postumi,
la pioggia che suona la finestra
io e lei
e quasi Dio che ci parla?"

Gianluca Pavia

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17/03/18

"Eccomi
Spogliata di tutti i miei mantelli
Separata da indovini maghi e dèi
Per rimanere sola davanti al silenzio
Davanti al silenzio e allo splendore della tua faccia.

Ma tu sei di tutti gli assenti l’assente
Né la tua spalla mi sostiene né la tua mano mi tocca
Il mio cuore scende la scala del tempo in cui non dimori
E il tuo incontro
Sono pianure e pianure di silenzio.

Scura è la notte
Scura e trasparente
Ma il tuo volto sta al di là del tempo opaco
Ed io non abito i giardini del tuo silenzio
Perché tu sei di tutti gli assenti l’assente."

Sophia de Mello Breyner Andresen

(Romain Borremans photography)

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"Tra l’altro, non è vero che mi nascondo.
Mi isolo dove non mi si può trovare."

"L'eleganza del riccio",
Muriel Barbery

(Romain Borremans photography)

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16/03/18

cieloinunastanzetta@gmail.com
"Sei
l’attimo più lucido
del giorno
più bello e atteso
quando ti ho nel cuore
e nel mio sguardo.

Il momento
che la mia vita
in piena
va, come un fiume
nel suo mare
per trovare tutti gli abissi dell’acqua.

Ogni giorno
ti perdo
e ti ritrovo
così, per gioco,
e tutto è sospeso
nel ritmo del tuo passo."

Omar Sakhri

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"Attendo domani
volto pagina, conservo
di te, di noi, ogni sfumatura,
sorrisi e lacrime.
L’ipotetico o reale di ogni respiro
mi compone
e respiro ancora noi,
anche senza di te.
Anche col freddo che arriva
sento ancora “noi”.
Quello che poteva,
quello che è stato
tutto ancora abbraccio
con forza e intensità.
A te rinuncio, ti lascio volare
ma non rinuncio al “noi”
che vive dentro di me,
che nutre oggi e dà vita al domani.
Dentro di me l’immenso,
quello che non puoi vedere c’è.
Nutri i miei sogni, sazi la mia anima."

Silvana Stremiz

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15/03/18

"Mia tu. Mia sete. Mia attesa. Mio ti amo.
Coltello e ferita che lo racchiude.
La risposta che aspetto quando chiamo.
La mia mela del cielo e della terra.
Mia per sempre e mia mai.
Mia acqua leggera, sonora e azzurra.
Mio amore e mio simbolo.
La pelle infinita. La rosa folle.
Il giardino emaciato che mi sogna.
Stellare insonnia. Quello che mi manca.
La mela ancora.
La sete. La seta.
Il mio cuore senza uso di ragione:
mi manchi tanto in questa lontananza,
ogni sera, ogni notte, ogni giorno,
proprio come se mi mancasse il cuore."

Eduardo Carranza,
"El Olvidado"

cieloinunastanzetta@gmail.com
"Le seduzioni"

"Colei che ha gli occhi aperti a ogni luce
E comprende ogni grazia di parola
Vive di tutto ciò che la seduce.

Io vado attenta perché vado sola
E il mio sogno che sa goder di tutto
Se sono un poco triste mi consola.

In succo ho spremuto ogni buon frutto,
ma non mi volli saziare e ancora
nessun mio desiderio andò distrutto.

Perciò, pronta al fervor, l’anima adora
Per la sua gioia, senza attender doni,
e come un razzo in ciel notturno ogni ora
mi sboccia un riso di seduzioni."

Amalia Guglielminetti

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"Nella vita di ognuno esistono momenti - quando la porta sbattuta all'improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa, viene di nuovo aperto, quando un brusco "no" che sembrava irrevocabile, si muta in "forse" - momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue."

"Il giunco mormorante",
Nina Nikolaevna Berberova

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14/03/18

"Il mio incontro con Ejnar aveva avuto luogo nella no man's land. Poi era successo quello che talvolta succede: la seconda vita era cresciuta e aveva cominciato a mettere in ombra la prima. Allora eravamo a quello stadio dell'amore in cui non si riesce a pensare a nient'altro. Ed entrambi sapevamo cosa sono il segreto assoluto e la libertà assoluta. Ne avevamo parlato già all'inizio della nostra storia, avevamo ricordato il precetto "Onora il giorno del sabato", prendilo a te stesso e per te; e ognuno di noi due aveva questo "sabato" (lo stesso per entrambi) e per distinguerci dagli altri lo chiamavamo scherzando "martedì". "Diritto al martedì", dicevamo allora. E come lottano gli uomini per avere il loro "martedì"! Che per decreto il "martedì" sia concesso a tutti, tutti, tutti! E ridendo dicevamo l'uno all'altro: "Sei tu il mio martedì", finché un giorno non ci eravamo accorti che tutta la settimana era diventata un "martedì"."

"Il giunco mormorante",
Nina Nikolaevna Berberova

(Pasquale Maria Salerno photography)

cieloinunastanzetta@gmail.com
"Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria no man's land, in cui è totale padrone di se stesso. C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell'etica, una sia morale e l'altra immorale, o, dal punto di vista della polizia, l'una illecita e l'altra illecita. Semplicemente, l'uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un'ora al giorno, o una sera alla settimana, un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o da un giorno) all'altra, e queste ore hanno una loro continuità.
Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell'uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo: possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la "linea generale" dell'esistenza. Se un uomo non usufruisse di questo suo diritto o ne venisse privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirebbe con stupore che nella vita non s'è mai incontrato con se stesso, e c'è qualcosa di malinconico in questo pensiero (...). 
In questa no man's land possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo anch'esso inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza. Forse in questa no man's land gli uomini piangono, o bevono, o ricordano cose che nessuno conosce, o osservano i propri piedi scalzi, o provano una nuova scriminatura sulla testa calva, oppure sfogliano una rivista illustrata con immagini di belle donne seminude e muscolosi lottatori - non lo so, e non lo voglio sapere. Da bambini e persino da giovani (come probabilmente anche da vecchi) non sempre avvertiamo il bisogno di quest'altra vita. Ma non bisogna credere che quest'altra vita, questa no man's land, sia la festa e tutto il resto i giorni feriali. Non per questa via passa la distinzione, ma solo per quella del mistero assoluto e della libertà assoluta."

"Il giunco mormorante",
Nina Nikolaevna Berberova

(Carlo Mollino photography)

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13/03/18

"Se un giorno avrai voglia di piangere chiamami:
non prometto di farti ridere ma potrò piangere con te.
Se un giorno riuscirai a fuggire, non esitare a chiamarmi:
non prometto di chiederti di rimanere, ma potrò fuggire con te.
Se un giorno non avrai voglia di parlare con nessuno, chiamami:
staremo in silenzio.
Ma se un giorno mi chiamerai e non risponderò, vieni correndo da me:
perché di certo avrò bisogno di te!"

Gabriel García Márquez,
"Cent'anni di solitudine"

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"Perché si debba star meglio comunicando con un altro che non stando soli, è strano. Forse è solo un'illusione: si sta benissimo soli la maggior parte del tempo. Piace di tanto in tanto avere un otre in cui versarsi e poi bervi se stessi: dato che dagli altri chiediamo ciò che abbiamo già in noi. Mistero perché non ci basti scrutare e bere in noi e ci occorra riavere noi dagli altri."

Cesare Pavese,
"Il mestiere di vivere"

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12/03/18

"Là fuori c’è un tramonto, gemma oscura
incastonata nel tempo,
e una profonda città cieca
di uomini che non ti videro.
La sera tace o canta.
Qualcuno libera gli aneliti
crocifissi in un piano.
Sempre, la numerosa tua bellezza.

Anche quando non ami
la tua bellezza
prodiga il suo miracolo nel tempo.
Sta in te la gioia
come la primavera nella foglia tenera.
Io non sono più niente,
soltanto un desiderio
smarrito nella sera.
La delizia sta in te
come la crudeltà sta nelle spade.

La notte opprime l’inferriata.
Nell’austero salone
come ciechi si cercano le nostre solitudini.
Sopravvive glorioso all’imbrunire
il candore della tua pelle.
Nel nostro amore c’è una pena
che assomiglia all’anima.

Tu,
ieri soltanto tutta la bellezza
sei anche tutto l’amore, adesso."

Jorge Luis Borges

(Igor Tertyshny photography)


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"Entrò nelle mie celle recondite.
Dissi: dalla sua vibrazione
i miei spazi sono stati posseduti.
Un vento al quale nulla sfugge
si accende nelle vele
del mio desiderio.
Le sorgenti del riparo
s’intensificano."

Clara Janés

(Céline Andréa photography)

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11/03/18

Non voglio averti per riempire i vuoti in me, voglio essere piena già di mio, voglio essere così completa da poter illuminare una città intera... e dopo voglio averti perché noi due messi insieme potremmo incendiarla."

"Milk and honey",
Rupi Kaur

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"Tu sei per la mia mente, come cibo per la vita.
Come le piogge di primavera, sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumular ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e, subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te,
poi, orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettare del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, né perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto,
e d'ogni cosa privo."

William Shakespeare

(Ivan Warhammer photography)

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