09/12/24

A volte, nel buio di una notte insonne
fissi le tenebre e provi sgomento
cercando invano il chiaror dell'alba:
senti irretirsi il cuor mentre la mente
insegue l'antico vaticinio estroso.

T'ammanti tu pure di sciocco orgoglio,
tu brami sempre d'esser idolatrata
e tu confondi l'acqua con il fuoco.
Simili colloqui sconnessi e vuoti
li suggerisci tu, inconsciamente:
e lui ti vuole ancora come sempre
bella come il chiarore di un'aurora.

Giovanni Mussa

(Dawid Imach photography)

06/12/24

La brama

Fredda, spietata simulando noia,
offre il linguaggio della finzione:
t'attira e più t'avvince e più non vedi,
che t'agita nei sensi più segreti.
Ferma il pensiero su ciò che più brami:
tu vuoi tener riverso il suo viso
fra le tue mani avide e poi guardarla
in fondo agli occhi dipinti di smalto,
e poi scrutar recondito l'interno,
udir gli accenti scolpiti di vero,
capire l'anima che muove il ciglio,
goder le confidenze più segrete
di donna bella quando si concede,
od allorché lei cade in aderenza,
senza che lei senta che tu deliri,
e penetrare in lei in confessione.

Giovanni Mussa

(Mel Brackstone photography)

04/12/24

Ad occhi aperti
odori la stanza antica.
Siedi.
Con uno sguardo intimo
ti misuri, e taci.

Begonya Pozo

(Mel Brackstone photography)

03/12/24

Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi.
Cammini fra ciò che vedi.
Soltanto.

Perché tu hai capovolto i misteri.
E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo.
I prodigi che sono già decifrati.

Pedro Salinas

01/12/24

Il desiderio sessuale, quando è reciproco, 
dà vita a  un complotto di due persone 
contro il resto dei complotti in atto nell’universo. 
È una cospirazione a due. 
Il piano è offrire all'altro una possibilità di respiro 
in mezzo al dolore del mondo.
Non la felicità, ma una sorta di sospensione fisica 
davanti all’enorme responsabilità dei corpi nei confronti del dolore. 
In ogni desiderio c’è tanta compassione quanto appetito. 
Entrambe le cose si complementano. 
Il desiderio è inconcepibile senza la ferita. 
Chi vive senza ferite, vive anche senza desiderio.
Il desiderio si propone di proteggere il corpo desiderato 
dalla tragedia che lo raffigura, 
e ancor di più, si sente in grado di farlo.
La cospirazione consiste nel creare insieme uno spazio, un luogo, 
necessariamente temporale, 
per esimersi dalla ferita inguaribile della carne.
Questo luogo è l'interno dell’altro corpo.
I cospiratori si perdono, ciascuno dentro dell’altro, 
dove nessuno potrà mai scovarli.
Il desiderio è uno scambio di nascondigli.

“My beautiful”,
John Berger

29/11/24

La passione acquista il suo slancio, la sua frenesia dallo sforzo di voler possedere quel che non si può possedere nella realtà, perché nasce da un’illusione, perché guadagna impeto da una segreta consapevolezza della sua irrealizzabilità, perché attacca gli organismi romantici, e incita alla febbre invece che a una naturale unione attraverso i sentimenti. La passione tra due persone nasce da un febbricitante desiderio di fondere gli elementi che non sono fondibili.

Anaïs Nin

27/11/24

Eri la musa

Vaga speranza, del futuro ignara,
eri la musa ispiratrice eletta
e conservavi gelose memorie,
gemme segrete e celati sdegni;
i soliloqui accarezzati a lungo,
vicino a te nell'immagine viva,
sì che il pensiero allora materiava
il tuo sembiante e diventava vero:
la tua figura allora s'incarnava,
come in quest'ora, che dopo tanti anni,
ancor mi occupa sempre e poi ancora.

Giovanni Mussa

25/11/24

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20/10/24

Dear all,

I'll take a break from blogging starting from today and I'll be back again by the end of November.
Let me take this opportunity to thank you all for your warm appreciation, for your support and suggestions.
I hope to continue hearing from you and receiving your precious messages since you're an inspiration... You are the Inspiration.

Lot of Love,
Ima GI

cieloinunastanzetta@gmail.com

19/10/24

Ci si sfila dal mondo così,
come da un vestito stanco delle feste,
quando viene la sera.

Pierluigi Cappello

(Mecuro B Cotto photography)

17/10/24

Negli abbracci forsennati o dolcissimi non era il tuo corpo che cercavo bensì la tua anima, i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie. E forse è vero che quasi mai un amore ha per oggetto un corpo, spesso si sceglie una persona per la malìa inesplicabile con la quale essa ci investe, o per ciò che essa rappresenta ai nostri occhi, alle nostre convinzioni, alla nostra morale.

Oriana Fallaci,
da “Un uomo”
(le parole dedicate al compagno Alekos Panagulis)

16/10/24

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14/10/24

L'estensione ignota dei miei bisogni mi spaventa. Non so quanto grandi siano o quanto alti, so solo che non vengono soddisfatti […]. L'universo è appeso qui, in questo angusto stretto, infinito e compressione catturati dall'ora. Spazio e tempo non sono separabili. Storia e avvenire lo sono ora. Quello che ricordi. Quello che inventi. L'universo si curva nelle tue viscere. Stendi la mano. Baciami. La città è una scintilla, luce su luce, e quarzo e il neon del ponte di Brooklyn e l'incandescenza delle stelle.

“Simmetrie amorose”,
Jeanette Winterson

(Damon Hall-Booth photography)

11/10/24

Rimbalza vano il desiderio perso
lungo i tortuosi ambagi del pensiero.
Non so celare la mia cicatrice
sotto un velo di apollinea bellezza.

Vittoria Grimaldi

09/10/24

I Greci avevano tre modi diversi di chiamare il tempo: aiòn (l'eternità, l'intera durata della vita), kronos (che è passato presente e futuro) e kairòs, il momento propizio, legato al senso delle circostanze, del contesto e delle relazioni. L'attimo da cogliere e in cui stare: un tempo crescente che non è quantitativo ma qualitativo, lo spazio lasciato alle cose di accadere. È questa occasione di sospensione inattiva ma feconda che va attesa, ascoltata, desiderata: le declinazioni del desiderio sono numerose, ma non ci rende felici che “quel che ci assomiglia”.

Ima GI

(Emmanuel Grignon photography)

07/10/24

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06/10/24

La tua essenza

L’alba è una spugna
e cancella la lavagna
dei sogni senza meta.
Quanto è arduo raccontare
i sogni fuggitivi
con parole sveglie.
Restarono solo filacce
di nebbie che al nuovo sole
s’affilano, dileguano.
Ed erano nondimeno:
esistettero reali,
coerenti i sogni.
Erano fiori stanotte.
Eri anche tu tra essi,
facevi parte.
Confidenze silvestri
della montagna ritrosa,
gialle, azzurre.
Io masticavo calici,
sui miei polpastrelli brillava
un polline verdeoro.
E una freschezza
sulla lingua
mi rivelò d’improvviso
la tua essenza
più profonda.

Gerardo Diego Cendoya

04/10/24

Amo ogni tuo ciglio, ogni tuo capello, ti combatto in candidi corridoi
dove si giocano le fonti della luce,
ti discuto in ogni nome, ti strappo con delicatezza di cicatrice,
a poco a poco ti metto nei capelli cenere di lampo e nastri
assopiti nella pioggia.

Non voglio che tu abbia una forma, che tu sia esattamente
quello che viene dietro la tua mano,
perché l’acqua, pensa all’acqua, e ai leoni quando si
sciolgono nello zucchero della fiaba,
e ai gesti, architettura del nulla,
le loro lampade accese a metà dell’incontro.

Ogni domani è l’ardesia su cui ti invento e ti disegno,
pronto a cancellarti, non sei così, neppure con quei capelli lisci,
quel sorriso.

Cerco la tua somma, il bordo del bicchiere in cui il vino si fa
luna e specchio,
cerco quella linea che fa tremare un uomo
nella sala di un museo.

E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.

Julio Cortázar

(Tatsuro Nishimura photography)

03/10/24

Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bocca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

Cristina Campo

01/10/24

In fondo, a una casa vuota si poteva ovviare in molti modi. Era il vuoto dell'anima, quello che non poteva essere riempito.
Gli spettri – compresi in quel momento – non esisterebbero se non fossimo noi, con i nostri desideri, col nostro amore, col nostro dolore, a trattenerli qua. Gli spettri vivono dentro di noi.
Gli spettri, talvolta, siamo noi.

“Le stanze buie”,
Francesca Diotallevi

(Tomáš Jungvirt photography)