08/04/18

"Ci sono anime che hanno stelle azzurre,
mattini sfioriti tra le stelle del tempo,
casti cantucci
che conservano un antico sussurro
di nostalgia e di sogni.

Altre anime hanno spettri dolenti
di passioni.
Frutta con vermi.
Echi di una voce arsa 
che viene di lontano come una corrente d'ombre.
Ricordi vuoti di pianto e briciole di baci.

La mia anima è matura da gran tempo, 
e si dissolve confusa di mistero.
Pietre giovanili consunte di sogno
cadono sulle acque dei miei pensieri."

Federico García Lorca,
"Poesie"

(Bogdan Grigore photography)

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07/04/18

"Sera piovosa in un grigio stanco,
così va il mondo.
Gli alberi secchi.
La mia camera deserta.
I vecchi ritratti
e il libro ancora da sfogliare...
Trasuda la tristezza dai mobili
e dall'anima.

Chi sa
se la Natura ha per me
un'anima di cristallo.
Soffre la carne del mio cuore
e della mia anima.
Parlando
le mie parole restano nell'aria
come sugheri sull'acqua.

Solo per i tuoi occhi
soffro questo male;
tristezze del passato
e altre che verranno.
Sera piovosa in un grigio stanco,
così va il mondo."

Federico García Lorca,
"Poesie"

(Bogdan Grigore photography)


 
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“Prendi l'aspetto del fiore innocente, 
ma sii il serpente sotto di esso.” 

William Shakespeare
(Lady Macbeth: da “Macbeth”, atto I, scena V)

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"Lentissimamente,
con le mani, le lingue, le bocche,
abbiamo scartato noi stessi
per giacere come doni aperti.
Siamo rinati, generandoci a vicenda,
come corpi separati
che amano la collisione."

Anaïs Nin

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06/04/18

"La frivolezza è qualcosa di difficilmente raggiungibile. E' un privilegio e un'arte; è la ricerca del superficiale da parte di coloro che, essendosi resi conto dell'impossibilità di qualsiasi certezza, ne hanno nutrito il disgusto; è la fuga lontano dagli abissi, i quali, essendo naturalmente senza fondo, non possono portare da nessuna parte."

"Sommario di decomposizione",
Emil Cioran

(Jeanloup Sieff photography)

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"L'aggressiva lucentezza del tacco a spillo minacciava la curva fragilità del fondoschiena dalla seta protetto. Fuori faceva bel tempo."

Jeanloup Sieff

(Jeanloup Sieff photography,
"Fetichisme"- 1985)

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"Sono fotogeniche le persone abitate,
quelle vuote non lo sono."

Jeanloup Sieff

(Jeanloup Sieff photography,
"Femme nue sur un lit rayé" - 1976)

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05/04/18

"Ho  imparato a non preoccuparmi dell’amore, 
ma di onorare le sue visite
con tutto il mio cuore.
Esaminare i cupi misteri del sangue
con mente allegra e leggera,
conoscere il flusso delle emozioni
sciolte e veloci come l’acqua.
La fonte sembra
qualche inesauribile sorgente 
all'interno della nostra doppia
o triplice essenza;
il nuovo viso che io rivolgo a te
nessuno al mondo
l’ha visto ancora."

Alice Walker,
"Petunie rivoluzionarie"

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"Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio.

Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
cosí come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso."

Erich Fried

(Stefan Beutler photography)


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"Voglio essere tutte le volte che vorrei.
Scrivere sulla tua bocca
la naturale circonferenza del mio cuore.
Riuscire a riuscirci, ritrattare l'ennesimo rifiuto,
e buttare tutto il fuoco rimasto a bruciare su di noi.
Essere esserti essenza o peccaminosa indolente mancanza.
Se fossi una poesia, sarei discretamente il giorno
che a notte eclissa il tuo nome, ma sono solo un poeta
che di afona voce immagina.
Non basta nemmeno l'anima
al nostro corpo di inutile materia.
Vorrei esserti tutte le volte che non sono."

Gianluca Nadalini

(Stefan Beutler photography)

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04/04/18

"Non puoi prendere un telefono, trovare un luogo, chiamarmi e sentirmi. Sarebbe molto bello, mi potrei stendere quasi nuda sul divano, mi lascerei andare sussurrandoti parole, ti lasceresti andare e uccideremmo la distanza con le voci capaci di farsi carezza, con la voglia che si fa ebbrezza, che intontisce anche al telefono e quanto (...). Basterebbe un pezzo di casa, e nessuna casa è così piccola. Basterebbe uscire in macchina o persino a piedi, se c'è il mare nei pressi, se c'è un lago vicino... dopo sarebbero le voci a farsi sinfonia, a dare al piacere l'esordio, il ritmo, l'attacco, la festosità e le sfumature."

"Erotic Notes. Frammenti",
Francesca Mazzucato

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"Mi hai reso enormemente felice considerandomi indiviso - lasciandomi essere, diciamo, l'artista, senza però dimenticare l'uomo, l'animale, l'amante bramoso, insaziabile. Nessuna donna mi ha mai concesso tutti i privilegi di cui ho bisogno - e tu, tu che canti con voce così spiegata, con tanta baldanza ma pur sempre ridendo -  sì, tu mi inviti ad andare avanti, a essere me stesso, a osare ogni cosa. E per questo ti adoro. E’ qui che sei davvero regale, una donna straordinaria. Che donna sei! Rido di me stesso, adesso che penso a te. Non ho paura della tua femminilità. E il fatto che tu ardevi - è questo che voglio - non potrei volere altro.
Vedi, nonostante tutte le affermazioni, non ero affatto preparato per la tempesta che tu hai scatenato. Quell'istante nella tua stanza in cui, in piedi, in incerto equilibrio, ti sei attaccata a me con il tuo stesso utero, quell'istante mi ha accecato..."

Anaïs Nin - Henry Miller,
"Storia di una passione. Lettere 1932-1953"

(Bogdan Grigore photography)

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"Salire scale pericolanti
con borse cariche di sofferenze e rabbia.
Oltrepassare sbadata il proprio piano
e inchiodare la testa nel buio della soffitta.
Gettare dall'alto uno sguardo sul baratro
e dal basso il baratro lo sguardo in te.
Proprio accanto percepire un'assenza
e tu stessa lontana da lei.

"Ma perché?" - gridare a nessuno.
E turbinosa l'eco ti risponda: - "Perché?"
Dalla riva del tempo sgretolata
crollare in un vuoto atemporale.
Sull'orlo dello strazio arrivata,
ti fermerai sfinita sull'orlo?
Oppure là, fuori, lungo quella scala
a fatica giungerai sull'orlo del mistero?"

Blaga Dimitrova

(Bogdan Grigore photography)

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03/04/18

"Niente di più bello di 
un corpo fiorito per il desiderio, 
in attesa, 
paziente, 
sicuro."

Peter Handke

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"La fiaba degli amanti
cui un maleficio tolse
d’incontrarsi
(donna di notte lei
e con la luce falco
lui con la luce uomo
e nottetempo lupo)
ci piacque tanto che per un bel pezzo
ci siamo firmati Knightwolf e Ladyhawke
finché capimmo
l’inutilità della speranza di ritrovarci insieme
nell'umano
il nostro più ambizioso traguardo
essendo di confondere
il pelo con le piume."

"Cento poesie d’amore a Ladyhawke",
Michele Mari

 
 
 
 
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02/04/18

"Perché anche il cuore umano ha la sua notte, piena di emozioni non meno selvagge dell’istinto di caccia che attanaglia il cuore del cervo maschio o del lupo. Le passioni legate al sogno, al desiderio, alla vanità, all'egoismo, alla furia erotica del maschio, alla gelosia, alla vendetta, si annidano nella notte dell’uomo come il puma, l’avvoltoio e lo sciacallo nel deserto della notte orientale. E nel cuore dell’uomo esistono istanti in cui non è più notte e non è ancora mattino, quando le belve escono strisciando dai nascondigli tenebrosi dell’anima, quando il nostro cuore è agitato da una passione che si trasforma in un movimento della mano, una passione che abbiamo educato e addomesticato invano per anni, talvolta per un tempo infinito… E non è servito a nulla, invano abbiamo cercato di negare disperatamente, di fronte a noi stessi, il vero significato di quella passione; essa si è dimostrata più forte dei nostri propositi, si è mantenuta integra e compatta. A nulla sono valsi argomentazioni e stratagemmi, la realtà è rimasta quella che era.
Il fatto è che noi amiamo sempre i diversi da noi, e continuiamo a cercarli in tutte le circostanze. Ed è questo uno dei misteri della nostra vita, quando due esseri uguali si incontrano, la si considera una fortuna, un dono della sorte. Ma gli incontri di questo genere sono disgraziatamente rari, come se la natura facesse di tutto, usando la forza e l’astuzia, per impedire che si formi una tale armonia - forse perché ha bisogno, per ricreare il mondo e rinnovare la vita, della tensione che si sviluppa tra individui che, pur vivendo secondo ritmi e tendenze discrepanti, si rincorrono eternamente."

"Le braci",
Sándor Márai

(Martina Matencio photography)

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"Adesso che sei tornata
e un’altra volta sei resistente
al passo del tempo
senti una dolce sciatteria,
togli dalla valigia le cose consumate
e ammucchia nelle ceste
quello che già non usi. 

Comunque, non ci sono orari
per l'impuntualità dei ritorni,
e vedendo le tue borse semi vuote, capisci
che non c’è posto per quello che hai perso."

"Io, l’incessante neve",
Tom Maver

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"Parlarti mentre dormi
è la cosa più simile che conosco
allo scrivere una poesia.

Sottomessa al tuo respiro, minacci
di andartene, di restare.
È come se non ci fossi del tutto
e questa sorta di intermittenza
mi guida nel dire.

Passo la mano sul tuo corpo
e affonda nel ponte
che attraversa da ieri a oggi
e ti perdo e ti seguo nel passare.
Che si sente, che direzione
prende questo lungo vaniloquio?

Le frasi ti accarezzano il corpo,
ti coprono e senza volere ti dimenticano
nella loro ansia di armonizzare
l’arpeggio del tuo respiro
al tono cupo della mia voce.

Cosa fa che uno allunghi di più
e più la dichiarazione, fino quasi a sabotare
quel poco che ha da dire
per ritrovarsi a volteggiare
intorno al silenzio come
di un fuoco che mantiene sveglio
l’innamorato delle parole?"

"Io, l’incessante neve",
Tom Maver

(Adolfo Valente photography)

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01/04/18

"L’uggia di nascondere al consorte
graffi paralleli sulla schiena
o galassie di capillari rotti
mai noi la conoscemmo
perché sono sul cuore i graffi
e le galassie
dentro."

"Cento poesie d’amore a Ladyhawke",
Michele Mari

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“Paura di essere due
sulla via dello specchio:
qualcuno che dorme in me
mi mangia e mi beve.

Ora
in quest’ora innocente
io e colei che fui ci sediamo
sulla soglia del mio sguardo."

Alejandra Pizarnik,
"La figlia dell’insonnia"

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