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Non esistono atti della carne e atti dello spirito, amori erotici e amori sentimentali. Il divino e l’infernale, il puro e il torbido, il morale e l’immorale, il sublime e l’infimo, sono sempre intimamente connessi. Possano le parole, la poesia e la fotografia, continuare a lungo nel dirigere, dalle loro diverse prospettive, il desiderio e gli atti viziosi, il sacro e il profano, in tutta la loro nobiltà. Dal cielo, attraverso il mondo, fino all'inferno... se vorrete.
06/01/17
"Il cielo del tuo tatto
dorato copriva
l'occulto giardino
di passione e di musica.
Alte edere di sangue
abbracciavano le tue ossa.
La carezza dell'anima
- trepida brezza - moveva
tutto quel che tu eri.
Vaghissimo crepuscolo
di rossore e indolenza
era la tua pelle! Restavi
come astro senza scintillio
che dal sole riceva
la luce del tuo alone.
Soltanto sotto i tuoi piedi era notte.
Eri prigione di musica,
dalla musica catturata
che tentava fuggire
in ogni tuo gesto,
ma che uscir non poteva
e s'affacciava come un bimbo
ai vetri dei tuoi occhi limpidi."
Manuel Altolaguirre,
"Sarò per te
un'amore evanescente,
quel forte sentimento
che ti tornerà in mente
ogni volta che sentirai
il profumo di una rosa.
La notte sarai un lupo
che ulula alla luna,
supplicherai le stelle,
cercherai la più luminosa
e bramerai di rivedermi ancora.
Intenso sarà, il desiderio,
sentirai bruciar la pelle,
ma io sarò evanescente,
ti resterò solo nella mente."
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"Tra le quattro pareti, il soffitto, il pavimento
io non ho altro se non l’urlo che è tuo
e colpisce la mia voce,
l’odore che è tuo...
E' presto, mi senti.
È presto ancora in questo mondo
amore mio
per parlare di te e di me."
Odisseas Elitis,
da "Monogramma"
(Jean-Claude Sanchez photography)

io non ho altro se non l’urlo che è tuo
e colpisce la mia voce,
l’odore che è tuo...
E' presto, mi senti.
È presto ancora in questo mondo
amore mio
per parlare di te e di me."
Odisseas Elitis,
da "Monogramma"
(Jean-Claude Sanchez photography)

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05/01/17
"A volte io sono vivo perché dorme
con me il suo corpo vigile simile ad albero
che sentirò affilarsi lentamente
distinguersi con amore lentamente,
che nella mia spalla affonda dolce i denti
finché non giungeremo all’istante
che ha odore di Primavera,
intenso e ampio,
al simultaneo rossore
al momento piacevolmente terrifico.”
Edward Estlin Cummings,
"Che cosa è per me la tua bocca"

con me il suo corpo vigile simile ad albero
che sentirò affilarsi lentamente
distinguersi con amore lentamente,
che nella mia spalla affonda dolce i denti
finché non giungeremo all’istante
che ha odore di Primavera,
intenso e ampio,
al simultaneo rossore
al momento piacevolmente terrifico.”
Edward Estlin Cummings,
"Che cosa è per me la tua bocca"

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"La mia donna è un giardino d’avorio,
colmo di fiori,
le sue spalle sono fiori lucenti e lisci
e sotto di loro i fiori nuovi e
affilati dei suoi piccoli seni
che amorosi puntano in alto,
la sua mano è cinque fiori,
sopra il suo ventre bianchissimo
poggia un fiore astuto a forma di sogno
e i polsi sono purissimi
meravigliosissimi fiori."
Edward Estlin Cummings,
“Che cosa è per me la tua bocca”

colmo di fiori,
le sue spalle sono fiori lucenti e lisci
e sotto di loro i fiori nuovi e
affilati dei suoi piccoli seni
che amorosi puntano in alto,
la sua mano è cinque fiori,
sopra il suo ventre bianchissimo
poggia un fiore astuto a forma di sogno
e i polsi sono purissimi
meravigliosissimi fiori."
Edward Estlin Cummings,
“Che cosa è per me la tua bocca”

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"In verità mi chiedo, che abbiamo fatto
tu e io prima di amarci?
Non eravamo ancora svezzati?
E suggevamo rustici piaceri come infanti?
O alla grossa dormivamo
nell'antro dei sette dormienti?
Fu così.
Tranne questo, ogni altro piacere è fantasia.
Se mai bellezza vidi,
che desiderai, e che fu mia,
fu solo un mio sognarti.
E ora buongiorno alle nostre due anime
che si svegliano e si guardano
l’un l’altra, non per paura,
perché amore, amore d’altre viste esclude
e fa di una stanzetta un ogni dove.
Lasciamo ai naviganti i nuovi mondi.
Lasciamo ad altri anche le carte,
mondi su mondi hanno mostrato.
Teniamo un mondo solo noi che abbiamo
il nostro proprio mondo, e un mondo siamo."
04/01/17
"Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo."
"Un amore"

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03/01/17
“Le ore in cui si aspetta non hanno una durata
del tempo quotidiano,
del tempo quotidiano,
la loro durata non è quella di un pendolo
che oscilla regolare,
che oscilla regolare,
ma quella di un cuore che batte,
a spasmi e inciampi.
Chi aspetta davvero è vivo,
aspetta sempre con amore, con un
eccessivo,
sprecato,
indicibile,
ridicolo
amore.”
Stefano Benni,
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“Vorrei poter vivere solo in estasi, fondendo il corpo della poesia con il mio corpo, riscattando ogni frase con i miei giorni e le mie settimane, infondendo alla poesia il mio respiro, in modo che ogni lettera di ogni parola sia sacrificata nelle cerimonie del vivere."
Alejandra Pizarnik,
“L’inferno musicale”
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02/01/17
"E niente è promessa
Tra il dicibile
che equivale a mentire
(tutto quello che si può dire è bugia)
il resto è silenzio
Solo che il silenzio non esiste
No
Le parole non fanno l'amore
fanno l'assenza
Se dico acqua, berrò?
Se dico pane, mangerò?
In questa notte in questo mondo
Straordinario silenzio quello di questa notte
Quello che succede nell'anima non si vede
Quello che succede nella mente non si vede
Quello che succede nello spirito non si vede
Da dove viene questa cospirazione dell'invisibilità?
Nessuna parola è visibile."
Alejandra Pizarnik,
01/01/17
"Tutte, quand'ella è apparsa,
le amiche eleganti ha offuscato
e l'anima mia è comparsa
nel cerchio voluto dal fato.
Della neve nel gemito pungente
sono sbocciati i tuoi lineamenti.
A briglia sciolta la troika sonante
vola in quel puro e bianco alienamento.
A lungo hai scosso la tua sonagliera
nella campagna m'hai trascinato,
m'hai soffocato con la seta nera,
lo zibellino m'hai spalancato.
Forse per quella tua disinvoltura
sfrontata, piange il vento lungo il fiume,
squilla e si spegne nella pianura
ogni sonaglio, ogni fievole lume?
Chiusa è la tua cintura fino in fondo,
fingi modesto lo sguardo saettante!
Tutte le cose i minuti confondano,
vadano in fumo in un rogo fiammante!
Lascia che il vento si metta a cantare
le menzogne, la tua seta, a cantare!
Gli uomini non dovranno mai sapere
come le mani tue sono leggere!
Per un istante dietro la veletta
mi si è dischiusa la lontananza.
Come sopra la bianca lontananza
è caduta l'ombrosa veletta."
Aleksandr Blok,
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"Ci sono le Donne. E poi ci sono le Donne Donne. E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta. Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare. Devi spazzare via, con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto, a bassa, bassissima voce. (...) Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possano trovare scudo dietro un velo di mascara. Amale addormentate, un po' ammaccate quando il sonno le stropiccia..."

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