07/06/16

"Allora le immagini presero il sopravvento. Si era sempre rappresentata in modo assai vago gli spazi interni del suo corpo, carne oscura e segreta, nero porpora, porpora nero, flessibile e malleabile, più vasta di quanto si immaginasse da fuori, senza l'appiglio di una prospettiva, nessun limite apparente..."

"La vergine nel giardino",
Antonia Susan Byatt

(Christian Coigny photography)

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06/06/16

“L’amore non consiste se non in uno stato di contemplazione reciproca attraverso il quale ciascuno rimanda a chi ama la luce che possiede.”

"Anatol",
Manlio Sgalambro

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 Si fa baciare in bocca,
 offre il seno alle mani
che vogliose lo prendono
 e fra carezze e baci
io con furia le mordo
 quel suo collo bianchissimo,
ma ancora non l'ho avuta:
 perché lei si è donata
per metà ad Afrodite e per metà ad Atena.
E intanto io fra quelle due metà mi consumo.

"Epigrammi passionali",
Paolo Silenziario
(poeta greco - VI sec. d.C.)

(Emmanuel Orain photography)

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"Sovente il Graal appare come luce sfolgorante... Si tratta di un cimbalo, che sta per qualche forza, per qualche sorgente dà immensa energia. Dà nutrimento, guarisce ferite, accieca, fulmina ... Un raggio laser? Qualcuno ha pensato alla pietra filosofale degli alchimisti, ma se così anche fosse, che cos'è stata la pietra filosofale se non il simbolo di qualche energia cosmica?"

Umberto Eco, 
"Il pendolo di Foucault"

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05/06/16

Ti vengo a cercare
quando il tutto mi soffoca,
quando le cose s'impregnano 
del sapore di niente.
Ti vengo a cercare
quando la mia razionalità
apre i suoi recinti
sulla sbizzarrita fantasia.
Ti vengo a cercare
quando il cuore 
e le labbra troppo arse 
cercano refrigerio nell'amore.
Ti vengo a cercare a sera,
quando intravedo ancora più vicino
il sole spegnersi veloce nel mare,
lì, sotto il mio rossastro orizzonte.

Ernesto Guevara de la Serna

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"Diventavo come una pianta: sentivo il variare del tempo secondo il vento che spirava, mi afflosciavo come le foglie al solleone, mi rasserenavo quando il cielo era sgombro di nuvole, mi impigrivo al gelo. Se il grano emetteva la spiga in attesa delle sue nozze, io pure sentivo la forza di quell'attesa."

Giovanni Comisso,
"La mia casa di campagna"

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 "Solo ieri c'era lei
Nella vita mia
Solo ieri c'era un sole
Che metteva allegria
E io mai
Credevo proprio che mai
Mai più andasse via
Forse è stata tutta qui
La mia ingenuità."

Eros Ramazzotti,
"Solo ieri"
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E ti vengo a cercare 
anche solo per vederti o parlare 
perché ho bisogno della tua presenza 
per capire meglio la mia essenza. 
Questo sentimento popolare 
nasce da meccaniche divine 
un rapimento mistico e sensuale 
mi imprigiona a te. 
(...)
E ti vengo a cercare 
con la scusa di doverti parlare 
perché mi piace ciò che pensi e che dici 
perché in te vedo le mie radici. 

Franco Battiato,
"E ti vengo a cercare"


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04/06/16

"Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati. Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno."

"Quel che ho imparato sull'amore",
Ferzan Ozpetek

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"Io avevo solo la spietata e dolce voglia di rivedere quegli occhi e tenerli ancora un po' con me."

Charles Bukowski

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“E avevo voglia di non uscire mai più da quella stanzetta, non volevo che giungesse il mattino, non volevo che se ne volasse via quell'atmosfera d’anima che mi circondava. Mi sembrava che i miei sogni, i pensieri e le preghiere fossero delle creature vive, che lì nel buio vivessero con me, volassero accanto al mio letto, mi sovrastassero. E ogni pensiero era il pensiero di lui, e ogni sentimento, il sentimento di lui. Io a quel tempo ancora non sapevo cosa fosse l’amore, pensavo che così potesse sempre essere, che così, gratuitamente, questo sentimento potesse sempre elargirsi. C’era in noi, al contrario, un unico sentimento egoistico di amore dell’uno verso l’altra, il desiderio di essere amati, un’allegria immotivata, costante, e l’oblio di ogni cosa al mondo.”

"La felicità domestica", 
Lev Tolstoj

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03/06/16

"Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere."

Alessandro Baricco,
"Barnum 2"

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"Quando iniziamo a vivere, ciò che è dolce è tanto dolce per noi e ciò che è amaro tanto amaro, che inevitabilmente volgiamo tutti i nostri desideri al piacere e cerchiamo non soltanto "un mese o due di nutrirci di miele", ma di non assaggiare nessun altro cibo per tutta la nostra vita ignorando nel frattempo che possiamo realmente affamare l’anima."

Oscar Wilde,
"De Profundis"
1897

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“Poiché un cuore che cerca, sente bene che qualcosa gli manca; ma un cuore che ha perduto, sa di cosa è stato privato."


"I dolori del giovane Werther",
Johann Wolfgang von Goethe

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02/06/16

"Non è vero che mi manchi.
È solo una bugia.
L’alfabeto
delle cose sa mentire bene.
La verità è un’altra.
Tu aggiungi (calore
alle coperte, aria
alle stanze, chiavi
alle porte, pioggia
ai vetri). 
Sì, tu aggiungi.
Anche quando non ci sei."

Rodolfo Cernilogar,
"Parlando d’altro"

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"La sua bocca portó
la primavera
a me, alla mia pelle
che fino a ieri era
deserta.
Mi ha fatto fiorire
i sogni e
tutto profuma di fiore,
di brezza, di sabbia.
La sua bocca mi portó
la primavera, e io
canto e scrivo.
Che venga sempre."

Mercedes Reyes Arteaga

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"Un giorno ti scriverò una poesia che si limiti a passare le dita sulla tua pelle e che trasformi in parole il tuo sguardo. Senza similitudini, senza metafore, un giorno scriverò una poesia che profumi di te, una poesia con il ritmo dei tuoi battiti, con l’intensità struggente del tuo abbraccio. Un giorno ti scriverò una poesia, il canto della mia Gioia."

Dario Jaramillo Agudelo

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01/06/16

"Molte cose finite sotto i miei sensi evocano un altrove. Ero, lo sono ancora, spesso assente di un'assenza impenetrabile."

"Non ora, non qui",
Erri De Luca

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"La biblioteca era la mia porta per l’altrove. Ma c'erano anche altre porte, non imponenti o istituzionali, ma piccole e nascoste."

Jeanette Winterson

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"L'unica era guardarla allontanarsi. I capelli scuri che ricadevano sulle spalle. Le braccia nude. La schiena, il sedere, le gambe, le caviglie, i deliziosi sandali bianchi. Ripercorse mentalmente segmenti dell'accaduto - parole, momenti, sguardi - ma gli mancava la concentrazione per trasformarli in qualcosa che non fosse motivo di tormento."

Geoff Dyer,
"Amore a Venezia. Morte a Varanasi"

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