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Non esistono atti della carne e atti dello spirito, amori erotici e amori sentimentali. Il divino e l’infernale, il puro e il torbido, il morale e l’immorale, il sublime e l’infimo, sono sempre intimamente connessi. Possano le parole, la poesia e la fotografia, continuare a lungo nel dirigere, dalle loro diverse prospettive, il desiderio e gli atti viziosi, il sacro e il profano, in tutta la loro nobiltà. Dal cielo, attraverso il mondo, fino all'inferno... se vorrete.
06/04/16
"A me le carte mi hanno sempre annoiata, anche i giochi di società, non ho mai retto a quelle cose tipo i giochi dopo i pranzi di famiglia, mi veniva da urlare, da passare il braccio sul tavolo e rovesciare tutto per terra."
Simona Vinci,
"Strada Provinciale Tre"
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05/04/16
Vorrei scivolarti dentro senza farmi sentire.
Legarti senza stringere, amarti in silenzio.
Vorrei che ti accorgessi di me
sorprendendoti a pensare solo al mio viso,
desiderando solo la carne e il sudore.
Il calore delle mani.
Accarezzami la schiena,
sulle labbra l’umido,
dentro la bocca l’acqua purifica il desiderio.
Ci sono montagne più alte del sole
nella mia anima.
nella mia anima.
(Cristina Donà)
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"In quale misura noi siamo gli autori, i creatori, delle nostre esperienze? Fino a che punto esse sono predeterminate dal cervello o dai sensi che abbiamo in dotazione dalla nascita, e in quale misura, invece, siamo noi stessi a plasmare il nostro cervello attraverso l’esperienza?”
Oliver Sacks,
04/04/16
"Chiede di rivedermi. Quando aspetto nella poltrona della sua stanza, e lui s’inginocchia a baciarmi, è più strano di tutti i miei pensieri. Con la sua esperienza mi domina. Mi domina anche con la sua mente, e io sono ridotta al silenzio. Mi sussurra cosa deve fare il mio corpo. Io obbedisco, e nuovi istinti si risvegliano in me."
(Dal diario di Anaïs Nin)
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"Ho un debole per le persone che hanno cicatrici nascoste dietro un sorriso, per chi apre le braccia al futuro pur avendo conti in sospeso con il passato, per chi avrebbe il diritto di urlare contro, e invece sussurra serenità.
Ho un debole per gli animi rotti, ma portatori sani di positività."
(Michelangelo da Pisa)
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03/04/16
"Ho un desiderio desolato di te stasera.
Ahimè stasera e sempre.
Ma stasera il desiderio è di qualità nuova.
È come un tremito infinitamente lungo e tenue.
Sono come un mare in cui tremino tutte le gocciole,
tremano tutte le ali dell'anima,
tremano tutte le fibre dei nervi,
tremano tutti i fiori della primavera
e anche le nuvole del cielo
e anche le stelle della notte
e anche la piccola luna trema.
Trema sui tuoi capelli che sono una schiuma bionda.
Ho la bocca piena delle tue spalle,
che sono ora come un fuoco di neve tiepida disciolta in me.
Godo e soffro.
Ti ho dentro di me e vorrei tuttavia sentirti sopra di me.
Non mi hai lasciato tanta musica partendo.
Stanotte tienimi sul tuo cuore,
avvolgimi nel tuo sogno,
incantami col tuo fiato.
Sii sola con me solo."
Ahimè stasera e sempre.
Ma stasera il desiderio è di qualità nuova.
È come un tremito infinitamente lungo e tenue.
Sono come un mare in cui tremino tutte le gocciole,
tremano tutte le ali dell'anima,
tremano tutte le fibre dei nervi,
tremano tutti i fiori della primavera
e anche le nuvole del cielo
e anche le stelle della notte
e anche la piccola luna trema.
Trema sui tuoi capelli che sono una schiuma bionda.
Ho la bocca piena delle tue spalle,
che sono ora come un fuoco di neve tiepida disciolta in me.
Godo e soffro.
Ti ho dentro di me e vorrei tuttavia sentirti sopra di me.
Non mi hai lasciato tanta musica partendo.
Stanotte tienimi sul tuo cuore,
avvolgimi nel tuo sogno,
incantami col tuo fiato.
Sii sola con me solo."
Lettera di Gabriele D'Annunzio
a
Giuseppina Giorgi Mancini
"Non so descrivere i piaceri che mi dà il mio rifugio. Mi godo cose semplici, alla mia portata: un buon pasto, un buon vino, questo taccuino su cui scribacchio, traendone una gioia beffarda e segreta; e, più di ogni altra cosa, la divina solitudine."
Irène Némirovsky,
"Il calore del sangue"
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02/04/16
Che piacere vederti:
la mia vita mancava
di qualcosa.
Ed ecco che vieni tu
ad appagare il desiderio di te
nel respiro di un'ora triste.
È certo che ti volevo vedere
perché ti saluto con parole troppo comuni
per nascondere una bugia:
"Che piacere vederti".
(Emanuel Carnevali)
Deliziosa stramba bambina tesoro | Così i cinque sensi partecipano a crearti di nuovo | Davanti a me | Benché tu sia assente e così lontana | Oh prestigiosa | Oh mio tesoro miracoloso | I miei cinque sensi ti fotografano a colori | E tu sei là tutt'intera | Bella | Carezzevole | E così voluttuosa | Colomba tenera graziosa colomba | Cielo cangiante oh Lou oh Lou | Mia adorata | Cara cara amatissima | Tu sei là | E io ti prendo tutta | Bocca sulla bocca | Come un tempo | Deliziosa stramba bambina tesoro.
(Guillaume Apollinaire)
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01/04/16
Non avevano nient'altro da dirsi? I loro occhi, però, traboccavano di parole più gravi. Mentre si sforzavano di trovare frasi banali, si sentivano riempire tutti e due da uno stesso languore. Era come un mormorio dell'anima, profondo, continuo, che l'aveva vinta sulla voce. Stupiti da questo questo nuovo, soave sentimento, non pensavano neppure a spiegarne il senso, a scoprirne la causa. Le felicità future, come le rive dei tropici, proiettavano, sulla immensità che le precede, il loro molle sentore come una brezza profumata: si scivola in quell'estasi e non importa se l'orizzonte non si vede.
"Madame Bovary",
Gustave Flaubert
Mi eviti come un cerbiatto, Cloe,
che per monti impervi cerca la madre
impaurita, svuotato dal timore
degli alberi e del vento,
e trema nei ginocchi e nel cuore,
se l'avvicinarsi della primavera
ridesta un brivido tra le foglie irrequiete
o i ramarri scostano i rovi.
Ma io non t'inseguo per sbranarti
come un leone o una tigre selvaggia.
Dimentica tua madre:
è l'età dell'amore.
"A Cloe",
Le Odi di Orazio
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In tutta quella tempesta dell’anima giunse la primavera. Poche cose sono più difficili da immaginare di un paesaggio sepolto sotto la neve, inerte ed inanimato fino al midollo, che nell'arco di pochi mesi diventa verde, rigoglioso, caldo, vibrante di ogni forma di vita (...). Una sera di marzo la neve si tramuta in pioggia e i cumuli si afflosciano. Una mattina di aprile le gemme spuntano sui rami degli alberi. Si aprono i narcisi e di colpo l'aria calda si insinua simile a colonne tra gli alberi che si ergono lungo i pendii. Sui versanti inondati di sole sono sbocciate le foglie, tra cui spuntano qui e là i ciliegi in fiore.
(Karl Ove Knausgård)
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