31/05/24

Mi sarebbe piaciuto
rendermi indipendente dal tuo Nome
oltre il pronunciamento. Sigillarti
in un concetto, in un pensiero aperto
che sembri dialogante.

La vita che non ha nulla di eccezionale,
me la coltivo, dicevo, come un piccolo
orto discreto. Illuminazioni del dire
lo renderanno, ripetevo, unico.

Ma il tuo Nome ritorna in altri nomi
quando meno ti aspetto. Evocarti
è il tuo sangue che ancora circola in me.
Darti voce è incrociarti nelle cose.

“Come all’origine dell’aria”,
Filippo Davoli

(Tim Pile photography)

29/05/24

V'è nella sensualità una sorta di allegrezza cosmica.

Jean Giono

28/05/24

Osare è perdere momentaneamente l'equilibrio.
Non osare è perdere se stessi.

Søren Kierkegaard

26/05/24

Slacciata da ciò che mi è noto
un po’ squilibrata nel vuoto.
Ci debbo ogni tanto tornare –
che qui c’è la parte migliore.
Di quella mi vesto ogni tanto
di rado. Ma tu non girarti a guardare.
Lasciami sola.

Mariangela Gualtieri

(Jean-Francois Jonvelle photography)

25/05/24

Per salvarsi si legge. Ci si consegna a un gesto meticoloso, una strategia di difesa ovvia ma geniale. Per salvarsi si legge. Linimento perfetto. Ché forse per tutti, leggere è fissare un punto per non alzare lo sguardo sulla confusione del mondo, gli occhi inchiodati sulle righe per sfuggire a tutto, le parole che una a una stringono il rumore in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri. La più raffinata e vigliacca delle ritirate. Dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? Quella è la sola, e più dolce custodia di ogni paura.

“Noi due come un romanzo”,
Paola Calvetti

24/05/24

Ogni forma d’amore, per quanto armoniosa sia, cela sempre un dramma o una farsa latente […]. A quel punto avremmo dovuto smetterla: gli amanti dovrebbero separarsi nel pieno della passione, lasciarsi per eccesso di armonia come altri si suicidano per eccesso di felicità. Credevamo di essere al mattino del mondo, ma solo un sordo avrebbe potuto non sentire quel rumore di risacca che annunciava il cadere della notte.

“Luna di fiele”,
Pascal Bruckner

(Adolfo Valente photography)

22/05/24

Concedimi questi cieli, questi mondi assopiti,
il peso del silenzio, questo arco, questo abbandono,
accendimi le mani,
affondami la vita
con il dolce dono che ti chiedo.

Dammi la luce scura, appassionata e salda
di questi cieli lontani, l’armonia
di questi mondi sigillati,
dammi il confine silenzioso, il delineato
contorno di queste lune d’ombra,
il loro canto misurato.

Tu, il negato, dammi tutto,
tu, il potente, chiedi,
tu, il silenzioso, dammi il dono più dolce
di questo miele immediato e insensato.

Idea Vilariño

20/05/24

La cosa più superba è la Notte,
quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura.

Alda Merini

(Torino - “Linee di tempo”, Norman Tacchi photography)

19/05/24

Sarà che credo pure alle bugie
che mi racconto dentro ai sogni
quando la vedo velata o anche senza veli
in mille pose che le ho inventato io
e poi m'illudo che lì ci sono anch'io
che godiamo insieme dei giochi che le ho messo in mano io.

Sarà che credo pure alle bugie, l'ho già detto
che mi racconto dentro ai sogni
quando poi cambiano i colori sui suoi letti bianchi
in trasparenze d'acqua
quando le accarezzo il corpo nudo che traspare
come un fondale
e di quello non mi stanco mai.

È il sogno che so di sognare
e in quella sostanza vorrei penetrare
entrare nello spiraglio che si apre quando si capovolge il sogno
dove entra l'unicorno rosso o le sue dita.

Affonda il medio e l'anulare dentro il sogno mio
con l'indice accarezza il corpo nudo che traspare
il pollice è bandiera del suo godere.

Sarà tutta quell'acqua di lago
avuta da sempre dentro gli occhi
sarà la trasparenza di quell'acqua chiara
che svela i fondali
sarà che se la raccogli sfugge
e presto si asciugano anche le mani.

Sarà che lei ha trasparenze d'acqua
e come l'acqua sfugge tra le dita,
sarà che ho dita stanche ormai per arrivare ai fondali,
è così che sfugge sempre il sogno
preso in trappola dalla realtà.

“Bugie”,
Franco Bonvini

18/05/24

Quando mi chiese cosa mi colpisse di una donna, la guardai e dal mio vocabolario tirai fuori la “bellezza intelligente”. Per dipingere il suo sguardo attonito le spiegai che essa potrebbe essere intesa come una “password immaginaria” che apre le porte delle stanze dormienti del cuore. Intendo le mie. È qualcosa che influenza fortemente il mio mondo, i miei venti, i miei passi, la densità delle note sui miei pentagrammi: la mia musica. La bellezza intelligente non è un luogo prettamente estetico, è uno stato empatico al di là di due occhi, in un’anima; la sensazione di sentirsi appagati anche solo quando una donna muove le mani, sfiora i suoi capelli o quando, assopita, i suoi capelli sono mossi proprio come i suoi pensieri, dal vento.

Green Eyed Vincent,
“Nell'universo di un numero primo”

(Maria Petrova photography)

16/05/24

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, nel cerchio del tempo buono, nell’ora indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero di matita
da me a te né dopo né dove, amore, nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l’albero è capovolto, la radice è nell’aria.

Pierluigi Cappello

15/05/24

Le mutevolezze del suo stato d'animo, ora mistico, ora gioioso, loquace, taciturno, adirato, indifferente, suscitavano in lui mille desideri, evocando istinti o reminiscenze. Era l'amante celebrata in tutti i romanzi, l'eroina di tutti i drammi, la vaga protagonista di tutti i volumi di versi. Ritrovava sulle sue spalle il colore ambrato dell'odalisca al bagno, aveva la vita slanciata delle castellane feudali, rassomigliava anche alla pallida donna di Barcellona, ma soprattutto era un Angelo.
Spesso, quando la guardava, sentiva la propria anima fuggire verso di lei, spandendosi come un'onda intorno al suo capo, e discendere travolta dal candore del suo petto.

“Madame Bovary”,
Gustave Flaubert

13/05/24

Sono come onde a volte i pensieri,
sommergono e bagnano.

Elisabetta Barbara De Sanctis

11/05/24

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10/05/24

Toccami,
il corpo solo in apparenza tace
se passi una mano sulla pelle
torna l'arancio della brace.

Viola Vocich

08/05/24

“Vieni qui. Vieni a sederti qui. Voglio toccarti, voglio che tu mi tocchi...” (Ma io, sospirando, stavo già andandomene, e riempirci gli occhi di immagini era l'unica nostra procreazione).

“Racconti”,
Ian McEwan

(Gabriele Rigon photography)

06/05/24

Ho preso i tuoi silenzi ostinati e ci ho fatto una collana.
La indosso spesso.
Ho messo in fila i tuoi rifiuti e ci ho fatto un trenino.
Ci gioco ogni sera.
Sono così domestici, così tuoi e miei, che mi sono cari.

Sabrina Ferrero

(Domenico Monteleone photography)

04/05/24

Il silenzio viene da molto lontano
per sentirlo devi penetrare nella densità dell’origine
toccare la materia che sfugge dai suoi gravi enigmi
sorprendere la quiete nascosta nel movimento
mettere sotto chiave il brusio ineguale del destino.
Con una parola puoi nominarlo
e sfiorarlo con il pensiero
ma nel suo instabile e vasto regno
nessuno entra se non a piedi scalzi.
Si installa dove il tempo si arresta
estraneo a ombre e luci
e se a un tratto svanisce
il ribollente mondo rimane attonito.

Jesús Urzagasti Aguilera

Qualcosa, in me, non ha mai smesso di dare l'impressione di essere in procinto di cedere, come se una crepa fosse sempre sul punto di aprirsi per i movimenti tellurici della mia anima. Ma era la troppa vita, quella che forzava le pareti, fino a venare la crosta esterna nella quale tutti, intorno a me, hanno sempre cercato di stringermi.

Antonia Pozzi

(Julia Slip photography)

02/05/24

Il mistero era sigillato nell'attimo prima del movimento, l'istante che separava la quiete dal moto, quando l'intenzione raggiungeva il suo effetto. Era come il frangersi di un'onda. Se fosse riuscita a tenersi sulla cresta, pensava, non era escluso che avrebbe scoperto il proprio segreto, quella parte di sé responsabile del fenomeno [...]. Un secondo pensiero faceva immancabilmente seguito al primo, ogni mistero generava un mistero; chissà se anche gli altri erano vivi quanto lo era lei.

“Espiazione”,
Ian McEwan

01/05/24

Qui, se chiudo gli occhi, qui nella mia fronte, dove si concentra la potenza visiva, qui sono i suoi occhi neri. Qui! Non so come esprimermi. Chiudo gli occhi ed eccoli di nuovo: mi stanno davanti come un mare, come un abisso, sono dentro di me, colmano i miei sensi […]. Non c’è al mondo gioia più autentica e calda del vedere un’anima nobile che si apre a un altro.

“I dolori del giovane Werther”,
Johann Wolfgang von Goethe